miércoles, 28 de mayo de 2008

LUCIDITA’ SILENZIOSA

Sprazzi di luce multicolore, lampi, gli accordi degli strumenti, la batteria che inizia a dare il ritmo, sabato 17 di maggio 2008 – Buenos Aires, i Queensrÿche iniziano il loro show.

Sono tantissimi anni che non vado a un concerto heavy, davvero moltissimo tempo é passato e, se qualcuno mi avesse detto che ne avrei rivisto uno in Argentina di sicuro non gli avrei creduto.

E invece, non negli Stati Uniti o in Europa e neppure nel luogo dove sono nato, Trieste, la bella signora da cui stare lontani e prendere a piccole treapeutiche dosi perché altrimenti rischi che ti uccida come il piú potente dei veleni. A Buenos Aires, all’interno dello spazio fisico di proprietá delle imprese del settore sanitario locale, ora ribattezzato con il nome di una bibita, gli sponsor, ovvero i soldi sono importanti, questo grande gruppo nordamericano di Seattle, da 27 anni sulla scena, presenta il suo concerto. Sono con un nuovo amico, che forse, proprio perché mi conosce da poco, avuto la misericordia di accompagnare un “maturo” - “metalero”, come dicono da queste parti, felicemente accasato ed esercente la patria potestá, a questo avvenimento.

Lo spettacolo é super ed anche il giovane che si é unito a questa avventura di due ore rimane entusiasta. Io, per parte mia, torno indietro nel tempo, di almeno 15 anni, sti cazzi!, ad un’epoca che sembra molto lontana, nella mia cittá con gli amici di sempre. Ma la vita, io credo fortunatamente, é un continuo divenire, e mentre l’attempato cantante, mica invecchio solo io!!, dimostra di avere ancora i picchi vocali di un tempo, inizio a fare una riflessione. Se prima di ogni cosa che facciamo, o tentiamo di fare, o di ogni atto che programmiamo ci predessimo una pausa per fermarci, e poi, sucessivamente, agire? Un lampo, un barlume, un secondo solo di ritardo sull’azione che per definizione fisica provocherá una reazione uguale e contraria. Ecco il punto, parafrasando un indimeticabile band metal in una libera, pulita e meravigliosa notte latinoamericana, giungo alla conclusione che non é lo “shining” o luccicanza, non é una folgorazione divina, non é un flash lisergico é semplicemente una LUCIDITA’ SILENZIOSA. Quella silenziosa luciditá che ci permetterebbe di avere quella infinitesimale frazione di tempo in piú per riflettere.

E invece la LUCIDITA’ SILENZIOSA é un minerale raro, un animale in via di estinzione, un pianeta lontano e inaccessibile per le nostre povere anime. Noi umani siamo dominati dall’impulso, dal desiderio di reazione, dal disperato bisogno della risposta immediata, in questa vita di oggi regolata dalla velocitá.

La capacitá di congelare per un istante l’inesorabile scorrere degli eventi e vederli con un po’ piú di chiarezza, questo sarebbe veramente un momento di LUCIDITA’ SILENZIOSA.

Forse un giorno saremo in grado di sbarcare su questo inarrivabile pianeta e poter vivere diversamente.

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